La GRANDE GUERRA, per non dimenticare…

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La GRANDE GUERRA, per non dimenticare… 2017-04-19T08:23:13+00:00

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«Sull’Altipiano,  comprese le  ombarde pesanti da trincea, non v’erano meno di mille  bocche da fuoco. Un tambureggiamento immenso, fra boati che sembravano uscire dal ventre della terra, sconvolgeva il suolo. La stessa terra tremava sotto i nostri piedi. Quello non era tiro d’artiglieria. Era l’inferno che si era scatenato. Trombe di terra, sassi  e frantumi di corpi si elevavano, altissimi, e ricadevano lontani. Tutto il terreno tremava sotto i nostri piedi. Un terremoto sconvolgeva la montagna.» «La strada, ora, si faceva ingombra di profughi. Sull’Altipiano d’Asiago non era rimasta anima viva. La popolazione dei Sette Comuni si riversava sulla pianura, alla rinfusa, trascinando sui carri a buoi e sui muli, vecchi, donne e bambini, e quel poco di masserizie che aveva potuto salvare dalle case affrettatamente abbandonate al nemico. I contadini allontanati dalla loro terra, erano come naufraghi. Nessuno piangeva, ma i loro occhi guardavano assenti. Era il convoglio del dolore. I carri, lenti, sembravano un accompagnamento funebre.

La nostra colonna cessò i canti e si fece silenziosa. Sulla strada non si sentiva altro che il nostro passo di marcia e il cigolio dei carri.» (Emilio Lussu – Un anno sull’Altipiano)

Il primo colpo di cannone da parte italiana della prima guerra mondiale, che sancì l’entrata in guerra da parte del regio esercito, fu sparato dal Forte Verena, alle ore 4 del 24 maggio 1915. L’intero Altopiano, che un tempo si trovava al confine tra l’Impero austro-ungarico e il Regno d’Italia, fu così direttamente interessato dagli eventi della Grande Guerra: interi paesi come la città di Asiago vennero completamente rasi al suolo. Nel 1916, durante l’Offensiva di Primavera, infatti, l’esercito austro-ungarico sfondò improvvisamente sul fronte trentino costringendo l’esercito italiano ad evacuare frettolosamente la popolazione civile dai centri abitati. La Strafexpedition fu la più grande battaglia di montagna mai combattuta dall’uomo.

Durante i 4 anni di guerra, si calcola che sull’Altopiano vennero lanciate dai vari eserciti non meno di 1,5 milioni di bombe e che i soldati impegnati in battaglia furono oltre 1 milione.

Il Sacrario Militare di Asiago, costruito nel dopoguerra per raccogliere le spoglie dei soldati caduti in anni di aspri combattimenti, è diventato insieme a quelli del Pasubio, del Monte Grappa e del Monte Cimone, simbolo della Provincia di Vicenza, e contiene i resti di oltre 55.000 soldati, provenienti per lo più dai 41 Cimiteri di guerra dell’Altopiano.

Numerose sono le fortificazioni ancora presenti sul territorio, come altri resti testimoni degli eventi della prima guerra mondiale (trincee, gallerie, teleferiche, baraccamenti, ecc.) che qui impegnò soldati provenienti da ogni angolo d’Europa. Epiche battaglie passarono alla storia per la cruenza dei combattimenti, come le battaglie dell’Ortigara, la Battaglia degli Altipiani, la Battaglia dei Tre Monti e la Battaglia del solstizio.

A ricordo di tali fatti, nel settembre del 1920 si tenne sul Monte Ortigara la prima Adunata nazionale degli Alpini, nata in modo spontaneo.

Alla fine delle ostilità, quasi tutti i paesi, i boschi, le malghe, i prati e i pascoli dell’Altopiano erano completamente distrutti.

I lavori di ricostruzione dei paesi partirono in ritardo, infatti solo due anni dopo la firma dell’armistizio vennero approvati i primi Piani Regolatori per la ricostruzione dei paesi, dando così un primo sollievo ai profughi che, ritornati alla loro terra, si trovarono senza lavoro. La nuova Asiago venne ricostruita completamente diversa. I lavori comunque proseguirono a singhiozzo, a causa dell’inefficace supporto del Ministero dell’Interno e delle Finanze di Roma e delle sistematiche rigettazioni delle richieste di risarcimento da parte dell’Intendenza di Finanza di Vicenza. La situazione migliorò solo con il decentramento di alcuni uffici ad Asiago e con la nomina di un nuovo intendente della Finanza di Vicenza. Dopo l’approvazione dei vari Piani Regolatori, nella primavera del 1921 l’Altopiano si trasformò in un unico grande cantiere. Alla fine di quell’anno, nonostante la decisione del Governo Nazionale di ridurre i finanziamenti alle operazioni di ricostruzione, i paesi erano stati in gran parte ricostruiti e la popolazione quasi totalmente ritornata dal profugato.

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